Nella mia ricerca tra pensiero senza parole e contenuti, sono arrivata a concepire tutte le forme geometriche, frazionate, spezzate, in continuo divenire, si modificano, si uniscono, formano incroci, quadri, cerchi, ritoccano si baciano, formano cuori, poi si allontanano, vanno alla deriva, ritornano, cantano tra il vento o l’acqua del mare o in ruscello che diventa fiume, ed altre forme contengono il cammino, formano ponto, saltellano…

Mi ha sempre affascinato studiando biologia, la forma dei cromosomi, fatti di piccoli segmenti, tra loro uniti e disgiunti, ma con codici genetici ben precisi e mi sembrava strano che potessero contenere le informazioni perfette del nostro genoma e che cos’ piccolissime e infinitesimali differenze, potessero costituire una persona, nella sua fisicità e anche nella sua mente, un vero mistero.

Ma la frequenza, determina un percorso che viene inevitabilmente a variare forme, dimensioni, figure, pensieri, quindi un vero enigma per i quanti, l’elettromagnetismo, i fotoni, come in un elettrocardiogramma, seguiamo l’onda elettromagnetica del cuore, che ha una sua forma, una lunghezza d’onda, una ripetizione simile, che si sussegue, finchè batte il cuore … con frequenze che devono rientrare nei termini che permettono d’identificare i disturbi del funzionamento, spesso vagali, legati anche alle emozioni e alle diverse circostanze di vita.

Ma le onde di un elettroencefalogramma? se le guardate hanno anche loro sequenze d’impulsi elettrici che mostrano come il nostro cervello conduce gli stimoli e identifica così, anche questo esame, la possibilità di tracciare delle identità ben precise, onde di trasmissione che segnalano come trasmettiamo le informazioni, i tempi, le diverse modalità e frequenze soggettive … onda lenta, veloce, ecc.

Se uniamo le forme di un elettrocardiogramma con un elettroencefalogramma, possiamo trovare delle figure molto singolari, simili a volte a farfalle, ad X incroci, K , Y , V, W, Z segmenti che si formano mano a mano sovrapponendo i diversi circuiti.

Arriviamo al mare, dove il fiume si getta nei flutti, formando correnti, forme tumultuose, molto diverse dalle solite onde , che incrociandosi tra loro, assumono la classica forma del cuore….infatti dalla superficie del mare andando nel profondo, possiamo notare la forma del cuore che corrente su corrente, stratifica la profondità del mare, congiungendo onda su onda, se le osservassimo con un vetro che racchiude una porzione di mare. Ma anche quest’ultimo ha un suo lento battito, che il vento o le correnti sotterranee, variano, quindi sono sempre diverse.

Nei fondali : pesci, meduse, alghe, conchiglie, coralli, tra le rocce …montagne sotterranee, ci mostrano altre meraviglie, ma la luce non scende a profondità elevate e il blu diventa intenso… eppure il mare … ha tanti colori : M verde , A rosso, Erre arancione, E blu, che insieme al sale e all’acqua , mescolano insieme, elementi chimici e non solo, fotoni che unendosi a elettroni, proton, atomi, quanti, disperdono e diffondono i colori e conferiscono la voce al mare, una musica indimenticabile, innata nella nostra anima, voce profonda o gioiosa tra gli schizzi delle onde in superficie… un mondo di sonorità naturali, fluttuanti come un oboe o un flauto che giunge ovattato e che ci porta a immaginare atavici ricordi, ancestrali, retaggi dell’umano.

Ma se la frequenza di un mare che si agita per rispondere al vento, che poi, si placa ,abbandonandosi alla serenità, pur continuando a pulsare, a vivere, finchè vivrà la terra, il nostro pianeta, simboleggia la nostra vita ancestrale, che non si arrende ad essere catalogata come inutile e sterile, ma che conserva e vuole gridare la propria ragione, somiglia all’amore, che ha un suo grido nascosto, ha le sue onde, con frequenze che parlano tra loro, raccontandosi quando s’incrociano, onda su onda un loro dialogo, apparentemente nascosto o sotterraneo, ma assolutamente vero e unico.

Quando incrocio queste onde, casualmente, inevitabilmente, devo fermarmi, farmi capire, ascoltare questa voce, che pulsa forte dentro il mio petto, che mi ferma, mi rende attonita,  perchè so che c’è qualcosa di misterioso, che rende la vita importante,   probabilmente mi avverte che dovrei riuscire a decifrare, un codice che  solo la nostra più profonda sensibilità, riesce a catalogare, tra cuore e mente, un disegno più grande di me, di noi, per potere continuare nella direzione giusta del conoscere, del sapere, del sapersi riconoscere, una chiave che abbiamo gettato nel mare tanti secoli fa, che solo alcuni hanno riscoperto in questa vita. Amo chiamarla amore, come l’immagine di una poesia, tra  cuore e cielo,  tra mare e cielo, tra terra e mare, con le ali o con le pinne, o con la forza di un bacio, che sigilla un amore vero.

Come Calypso allungo le braccia all’onda e grido al mare : Non esser mai, non esser mai più nulla…. ma meno morte, meno morte che non essere più… è come affermare che il mai e il più si annullano, devono per forza,  meno, pittosto che non essere più.(da poesia Calypso di Odi e Inni di Giovanni Pascoli)

Gloria Fuzzi