Ho avuto i piacere di leggere il libretto teatrale ” Amen”, di Massimo Recalcati , anche dopo avere visto due versioni in teatro, molto emozionanti, quasi da rimanere senza fiato, sia per i testo che l’interpretazione degli artisti, che per il messaggio molto forte. 

Mi permetto di fare alcune osservazioni, mi lancio con il paracadute dal secondo piano.

Parto dalla parola citata nell’ultima pagina : GRAZIA , per poi piano piano scende, scendere col cuore in gola,  dal monte al piano della meditazione.

Salgo  e scendo,  con il battito del cuore, perché la prosa poetica, spazia dal primo battito, accostando  altre dimensioni, altri luoghi, altre persone.

Tra il pensiero e l’infinito,  tra cielo e luce, mare e stelle, la forza di sopravvivenza, l’impossibile e l’amore.

Il cosmo ha un battito velocissimo, un suo ritmo velocissimo, più della luce, tra punti di contatto, di luce, perché i fotoni sono come la cellula di Dio, punti di creazione, di contatto, sia del pensiero che della materia;  come la rete di un sistema di un grandissimo computer, che è libero, non vincolato a macchine meccaniche, ma solo comandi quantici, mentali,  tutto ciò che il pensiero può unire, ma anche variare,  a seconda delle diverse prospettive e reazioni, ovvero  tutto  nel cosmo è condizionato dagli eventi,  legati tra loro inevitabilmente, come tantissime stanze degli eventi, tra loro unite a distanza, in maniera quantica, ma relativa le une alle altre.

Un battito che racchiude i battiti delle stelle pulsar, dei pianeti e di ogni galassia, tutto ruota intorno ad un disegno perfetto, attuale in ogni istante, che collega tra loro ogni possibilità di contatto tra i diversi elementi del cosmo, così pure la terra e noi esseri viventi, così che i battiti dei cuori identificano un essere esistente, perché il cuore pulsa, come pure un’anima, può avere un suo battito, che il pensiero trasforma, ma invisibile, comunque presente nell’universo pulsante.

Che sia la luce ad unire unire e congiungere tutto, che siano i colori o i suoni che determinano, insieme ai diversi ritmi, alle diverse reazioni nucleari o chimiche, come un enorme orologio vivente, possibile  sia verso in grandi distanze, in diverse dimensioni… allora a questo punto abbiamo infinite dimensioni.

Una luce che regala  sia la vista della realtà fisica,  che quella del cuore, si perché il cuore è qualcosa d’inimmaginabile.

Come alla nascita, il vagito, la madre,  la gestazione,  il periodo di 9 mesi in cui il neonato ha un suo battito, con diversa frequenza rispetto alla nascita, molto più veloce di un vivente,  fino a quando si stacca dalla placenta e nasce,  per riprende un ritmo più lento.

L’attesa insegna che l’embriologia, ha una sua configurazione scientifica e somiglia alla nascita, nei primi stadi embrionali ad altri esseri viventi, per esempio nell’uovo covato, un pulcino, poi si differenzia fino ad assumere  forme diverse,  nella natura, come i fiori e le piante, di una stella, ma sempre una creazione, che ha gli stessi meccanismi della nascita di una stella.

Infatti l’embriogenesi,  i milioni di contatti,  creano una rete tridimensionale con milioni, miliardi di reazioni, tutte invisibili seppure forme, colori, un ritmo specialissimo, velocissimo, incontrollabile se non con l’armonia tra reale  e il ritmo delle luci,  colori, che come un’orchestra, architettano il mondo.

Quando studiavo biologia e microbiologia, embriogenesi, istologia, nei vetrini io vedevo luci, punti di contatto, suoni, che cercavano di comunicare con noi, anzi con il microscopio elettronico, sembrava parlassero tra loro, con  un linguaggio fatto di luci, colori, suoni, una serie di lettere, perché la semantica segue la luce e il pensiero, ovvero mette in relazione queste fondamentali capacità umane, innate e presenti nella natura , in tutte le sue diverse forme del mondo vegetale, animale e inanimato.

I fiori, si sa che percepiscono i sentimenti e le cure e reagiscono positivamente a ogni pensiero d’amore dell’uomo, tanto che ci ringraziano con la loro bellezza, insomma sono in simbiosi anch’essi con l’amore e la bellezza.

In fondo il pensiero è imperscrutabile, ha una sua dimensione quantica, e una sua logica, si trasmette a basse frequenze anche nelle enormi distanze, infatti alberi o fiori della stessa specie hanno gli stessi comportamenti anche se a distanza, come se comunicassero tra loro. 

Questo accade anche alla nitroglicerina, e ad altri componenti chimici a distanza, come se fossero collegati tra loro.

Anche tra due persone accade che si possano sentire vicine col cuore, anche se  lontane  e distanti, il loro cuore, assume nel caso dell’affetto o amore, un ritmo particolare,  per riconoscersi e creare qualcosa di unico, a livello inconscio, come nell’amore, spesso consapevole, ma senza riuscire a capire le logiche di questo mistero, che è l’amore. Alla frequenza dei battiti del loro cuore, potrebbe esserci l’interferenza dei loro pensieri, delle loro menti, che condividono emozioni simili. Un tracciato difficile da potere identificare, un pò come il pensiero dei fiori, che grazie al sistema della clorofilla, del sole, si colorano, grazie ai fotoni della luce  che trasporta l’RNA messaggero.

Mi piacerebbe conoscere il messaggero dell’amore, Cupido, per chiedergli spiegazioni.

Tornando al testo teatrale Amen, , il battito è quello della nascita del cuore del bambino appena nato, della madre, di un uomo, Enne 2,   di un soldato combattente, tra la vita e la morte.

I dialoghi intrecciati,  pensieri di ogni personaggio, si riflettono sulla scena, mettendo in risalto l’assurda vicenda umana, ovvero della vita,  in relazione alla morte, in diverse esperienze.

Tra momenti di duro sconforto,  pochi momenti di speranza, il regista, spesso identificandosi nel neonato,  si arrende di fronte all’impossibilità di accettare serenamente la morte, perché le condizioni reali, rendono difficile  concepire la possibilità di non morire,  grazie un miracolo, che poi cambia tutta la visione della storia.

Tra l’inevitabile constatazione della limitatezza fisica di fronte alla guerra e alla guarigione del neonato, prevale ii senso della sopravvivenza, spesso inspiegabile con i nostri sensi umani.

Il tempo da noi è concepito con i sensi, minuti, ore, giorni, mesi, stagioni, anni, mentre visto da un diverso punto di vista, secondo me il tempo è un enorme spazio, all’interno del quale ci sono stanze, punti, luoghi, fatti di contatti tra i battiti del cuore, battiti di tutti i cuori viventi e anche quelli non più viventi, di ogni cosa sospesa nell’universo, perché anche le stelle sono viventi, come i pianeti, tutti pulsano, chi di qua e chi di la, e sono tutti collegati tra loro dal pensiero, miliardi di pensieri, che li uniscono e conferiscono il tempo, ad ognuno.

Quindi il tempo è una enorme rete di frequenze che generano onde, che uniscono i sospiri, le gioie e i dolori del nostro vivere, e così via, ci regalano spazi tridimensionali dove potere fare scelte, con il libero arbitrio, ma sempre con un ambito di discrezionalità, perché ogni scelta libera, viene a modificare il tempo, a seconda delle onde che genera e che lancia nel cosmo, in ogni punto del nostro infinito, che possiamo chiamare in questa ottica, tempo.

Quindi come nell’inconscio possono esserci zone fuori dal tempo, che hanno una loro funzione, così come nella sostanza grigia dell’universo, 

Tempi e non tempo, dove tutto cambia senso e direzione possibile, ovvero cambia forma, ritmo, frequenza.

Questo tempo è il battito del cuore del neonato che lega i battiti del cuore della madre, creando un legame d’amore speciale, che non si perde nel caso della morte, ma resta collegato al pensiero che unisce in due diversi tempi la madre al figlio, al tempo luogo e al tempo, non luogo, che si chiama infinito.

 Nel caso della rinascita, ovvero di una guarigione o miracolo, c’è una sorta di collegamento tra il luogo e il non luogo, un punto di contatto dove tutto si rigenera e cambiando frequenza, interrompe e riunisce allo stesso tempo il desiderio, la preghiera, la speranza, in una nuova dimensione possibile perché rinata nell’attimo del battito dell’amore.

Quell’attimo speciale, dove tutto diventa possibile, anche l’impossibile, possiamo chiamarlo suono, perché il pensiero non scritto, ha una sua struttura quantica, quando pensiamo : 

GRA-ZIA= Si- Fa- Do/ Si-Sol-Do

G- 7- SI Violetto. R -16/ ERRE/ blue-arancio-arancio-blue/ tra e E 5=Cielo e R arancione =sole- 16- A /1/ /15 do rosso fiamma fuoco amore,

Z zeta 21 viola, I- 9- Arancione  – A-  rosso – 

Colori che identificano nei fotoni della luce sia la materia che il pensiero, sono come materia, reazioni chimiche di elementi della scienza, identificati dai numeri della tavola periodica degli elementi, ma dal numero di elettroni che ogni sostanza chimica ha come proprio numero atomico. Come suono quindi ogni elemento ha un proprio colore, una propria melodia, che crea reazioni e quindi si relaziona con altri elementi, secondo un disegno o schema ben preciso, dove il pensiero, la parte immateriale, gioca un ruolo  ben preciso.

I punti luce di contatto tra il nostro pensiero e il ritmo del nostro cuore, collega ponti di fotoni, colori, con altri punti che collegati al nostro ritmo ( Lentissimo) se pensiamo alla velocità della luce, comunicano con noi, attraverso canali del pensiero che naviga alla velocità della luce, anch’esso. La semantica ci permette di legare lettere ai numeri, che sono colori quindi note, con ritmo e frequenze diverse e infinite, quindi sono Tempo.

Qui ARIA.  E ACQUA uniscono il corpo e lo compongono per via della grazia, i fotoni sono anche materia non solo pensiero, ma trasportano emozioni, un pò come quando si canta, così si pensa !!!

DO come nota di fuoco, massima energia, erre cielo e terra, elementi vitali, I arancione sole,  e così via secondo la tavola degli elementi nella chimica.

L’occhio umano è il punto focale di ogni persona umana, che rilascia fotoni nell’universo come pensieri, ecco perché tante forme di difetti visivi, sono collegati al nostro sistema nervoso, conscio o inconscio, comunque oggi sappiamo che il laser, può modificare tanti difetti visivi. Anche questo è il miracolo della scienza.

La voce,  che è personalissima per ognuno, anch’essa trasporta il mistero del tempo, come le nostre impronte digitali, il nostro DNA, ecc.

La discussione si amplia enormemente e mi piacerebbe discutere in un contesto sereno, ovvero in un’incontro che permetta un confronto diretto tra la luce dello sguardo, la parola, per mettere in luce dove si nasconde il desiderio, dove inizia la grazia.