Il nostro inconscio ci regala, un vento cosciente

Quella passione travolgente, che un vento incessante, solleva ovunque, 

nel nostro universo, come  Ali a forma umana, come angeli,  che ricordano l’anima, trascinando  ali di alberi, ali di farfalle, che come rami, ondeggiano simili ad onde, frequenze, animano il nostro universo visibile, ma trascendono ed entrano nell’inconscio dei nostri ricordi ancestrali, per permetterci di sognare e di vivere, a dimensione ricca di ego, d’entusiasmo, di gioia.

Quel “fiume” poesia di Myricae, ove il poeta Giovanni Pascoli, segue con la fantasia, quel mutare della vita umana,  immagini festose,  diventano come la  giovinezza, la foce dove l’acqua del mare assorbe e cancella quella del fiume, un richiamo a ricordarci che la morte è come l’acqua della sorgente è la stessa della foce, così morte e vita sono ugualmente presenti nella nostra esistenza.

Ma questa presenza implica necessariamente un ritorno, uno specchio che riflette il casolare, tra il rosso dei garofani, le mura di vite passate che degradano verso il mare , dove il frastuono, come onda ci riporta l’onda, la vita, l’armonia del creato e dei nostri passi lontani, affinchè rinascano vicini.

Ecco i flutti che rimbalzano, in ordinate file, mentre altre parole escono e non si fermano alla riva, ma trasmutano, superano i limiti del vento incessante, cambiando frequenze e luci, cantando la vita vera.

Così riappare tutto, così ritorni, così ti nascondi perché io ti ritrovi, sasso a forma di cuore, ramo che vola , come betulle leggere danzanti, che hanno ritrovato il senso vero dell’amore.

L’orchestra inizia a parlare, siamo noi le canne al vento che iniziano la storia, scricchiola il castagno, raccoglie dolcezze, che le ombre placano, con tenerezza… volano ali d’angeli perduti. 

E tutto torna, dalla rotta virtuosa, la vela riporta il navigante, strappate le vele nella tempesta, ritorna naufrago nel sogno, un giardino riappare e senza remi per volare, mi hanno salvato le tue ali, che ho ritrovato un giorno per caso ed ora non  posso più fermarmi, continuo a cantare un canto senza parole, un messaggio per l’eternità, affinchè ci sia un futuro vero per questa umanità.

Parlo per me, in quanto come sognatrice, posso confermare di avere intrapreso un viaggio, senza ali e senza remi, e forse con qualche ramo del mio giardino, che mi ha salvato.

Spero che il ritorno, dopo l’atterraggio alla spiaggia del Purgatorio ( in terra) che abbiamo subito tutti, in questi ultimi tempi, sia una metafora interna alla commedia, di Dante Alighieri, in coerenza con la memoria, Volo d’Angelo o foglia al vento, ali di farfalle e non  di Pala, ma desiderio vero, di profonda conoscenza, come desiderio umano, innovazione !!!

La mirabile visione (frammento) da poesie sparse di Giovanni Pascoli.

Allor che Amore, né desiri errante,

Portando al cuore il sovvenir di lei, 

Coronò di martirò li occhi di Dante,

ed ei parlava ai pallidi romei

e lo traeva intelligenza nuova

là, dove pura luce, da te sei.

Era il suo canto come di chi trova

nel solo esilio, ed era il suo pensiero

come cielo che in mare immenso piova.

Così  ”Il Poeta ozioso”, da poesie sparse di Giovanni Pascoli, così recita:

L’Arpa d’oro, 

pende ai salici, 

il canoro vento l’agita: 

il poeta vede e ode, 

ode e gode. 

Non le dita 

mie la tocchino! 

L ‘infinita 

anima l’animi!

Arpa, al vento, al sole, oscilla, 

brilla, squilla !

Competenze

Postato il

12 Aprile 2022