Allungo la mano verso il tuo volto, quasi per dirti, non andare via, 

ma sfioro il vento dei ricordi che sposta i miei pensieri e ti vedo,

in piedi tra le onde del mio mare che aspetti il mio ritorno.

La luna ha lasciato la tua scia e mi sento sola,

mentre dipingo questa spiaggia,

che scaldava i miei passi in un tramonto estivo.

Cosi’ quante volte ti ho atteso,

raccogliendo conchiglie dalle forme più strane,

castelli perduti nei tuoi occhi lontani.

Ma un giorno ti ho rivisto, forse ti ho sognato,

sono rimasta immobile, assorta,

trascinata da un moto incessante,

un canto intrecciato di onde agitate,

un vociare confuso, che si alzava,

con toni disperati poi si nascondeva,

nel frastuono del vento, che mi trascinava lontano da te,

correnti, onde più alte che toccavano le nuvole,

per farmi scomparire.

Se il mio cuore si fosse fermato,

forse non ti avrei ritrovato qui, nudo, senza vesti,

addormentato sulla riva del mare,

quasi immobile per non vedere.

Lo so, sono tornata per te, ho continuato a nuotare,

una forza infinita che mi ha trascinata,

una corrente più  forte, del tempo,

una melodia impossibile da dimenticare,

che ha reso possibile capire questo mistero.

Chiusa nel guscio d’una conchiglia, ho rivisto l alba,

un nuovo inizio, perché in questa poesia tutto e’ gia’ scritto,

anche il dolore piu’ nero, cancellato per sempre da un vento lontano,

strappato da una vela, affinché questo giorno,

sorrida, a quel senso profondo d infinito,

che vada oltre il senso del mio sentire,

possa sprofondare sempre più in fondo all anima,

per rinascere nel tuo cuore.

Avvolta dal tuo pensiero, sono naufragata su questa terra,

ho letto i tuoi pensieri scritti un giorno lontano,

perché noi siamo a volte onda, spesso sabbia,

scrigni di ricordi abbandonati da un marinaio,

che non credeva più nell amore, meduse o forse stelle cadute,

in attesa di essere salvate.

Oggi come ieri, forse domani come oggi,

possiamo ancora vivere, quello che ci salverà,

per sempre o per sempre morire.

La mia mano sfiora ancora la tua e il mio seno,

alla luce di questa luna, continua a battere,

al ritmo di questo mare, forse per fermare questo attimo,

nell’eternita del mio mare, forse solo mio, forse solo tuo…

Per sempre in noi.

Gloria Fuzzi