L’amore necessita di dolcezza, quest’ultima nasce da uno sguardo che profondamente colpisce la tua anima, come un fulmine che colpisce qualcosa di profondo, che forse come un fantasma è sprofondato poi fuggito lontano, ma che comunque osserva la scena, che sta per compiersi.
Questa profonda sensibilità di raccogliere un fiore nascosto, trova una risposta nel cuore dell’altro, che vede, senza parole, l’immagine che fugge via, senza riuscire a descrivere i contorni, sente qualcosa di comune che ti colpisce, saetta, che trasforma il tuo sentire e trasforma il pensiero in desiderio, di capire, di sentire, di vivere.
Una reciprocità non confessabile, un senso nuovo di cogliere il tempo e la realtà nascosta, che non riesce ad emergere, senza il desiderio che la coinvolge, l’avvolte, la stravolge.
Il sesso è come un fantasma, un’immagine strana che si muove in un altra dimensione, lontana, che non riesci bene a focalizzare, ne hai sentito parlare, ma sempre senza capire quali siano i punti veri della questione.
Convenzioni come il matrimonio, la fedeltà, sono i tabù che ricordo e che mi hanno ossessionato nella mia adolescenza, un’angosciante condizionamento, più lavaggio del cervello che altro.
Questa era l’epoca in cui ho trascorso i miei anni più belli dai dodici ai diciotto, moralista per convenzione, anestetizzata per paura.
Ma i sogni, si, mi hanno salvata, per la dolcezza di un bacio tra due amanti visti nei film, per un bacio sulla guancia ricevuto da un amico, per una sensazione profonda di tenerezza, che consolavano la mia anima, tenendo vivo un desiderio lontano, forse inesauribile, se non impossibile da vivere per paura di perderlo.
Un estasi vissuta in sogno? Questa era la logica, inizialmente, poi  il primo  vero amore,  negli anni, causa mancanza di fiducia, e problemi seri, si spegneva e si affievoliva,  mettendo tutto in discussione.
Così ho ripensato a tutte le cose strane del sesso.
Mi sono sposata senza sapere cosa fosse il sesso e per due anni non abbiamo fatto nulla, in quel periodo, avrei voluto separarmi, perchè vivevo con lui solo affettivamente, vedevo mia madre nel volto di mio marito, e questo non mi scatenava alcun desiderio, quindi mancava il bacio che trascina due anime e unisce i due cuori e le reciproche emozioni solo se c’è sentimento, che non c’era.
Una notte, un fantasma, immobile, nel buio, ho sentito che provavo per la prima volta un’emozione diversa, una strana attrazione, era un amico che avevo conosciuto da poco, non feci in tempo a confidarglielo, perché sparì; anche questa delusione mi convinse che qualcosa in me di sbagliato doveva esserci.
Anche dopo avere fatto l’amore, per la prima volta con mio marito, restai gravida subito, mi resi conto che il rapporto era stato solo una forma di erotismo, in quanto non lo desideravo come persona ma perchè era la prima volta, non c’era stato feeling e reciprocità, ma solo freddezza e materialismo.
Dopo tre mesi persi il figlio che aspettavo e per me fu un grosso trauma, sentivo già i movimenti del feto, strani frulli uterini e mi ero attaccata morbosamente a quella gravidanza, escludendo tutto il resto della mia vita, come non importante.
Dopo l’aborto spontaneo, gemellare, desiderai avere un altro figlio e dopo altri tre mesi restai in cinta e nonostante il periodo di gestazione difficile, nacque la mia prima figlia.
In quinta giornata., dopo il parto, ebbi un’emoraggia molto forte e andai in coma… uscii dal corpo, ebbi l’esperienza del tunnel, tornai dentro al corpo per amore della mia bimba. Ero in alto, vedevo e sentivo ma non potevo parlare, ero entrata nel tunnel, alla fine del tunnel, uscita, in una nebbia, vidi un ragazzo che mi faceva vedere, in una palla di cristallo la mia vita e con le mani spostava le immagini e mi convinse a tornare indietro ed infatti, mi vidi sdraiata nel letto, dall’alto della stanza in basso,  mia figlia in braccio a mia sorella  che l’allattava col biberon e così decisi di rientrare nel corpo, scesi dal soffitto ed entrai nel mio corpo e piano piano mi risvegliai.
Ero una mamma ansiosa ma lavoravo e quindi affidavo ai nonni la bimba quando ero in ufficio, e lei aveva adottato la coperta di Linus, rossa, che teneva sempre tra le mani.
Nonostante tutto ero felice e restai di nuovo in cinta subito che ero di nove mesi e nacque il mio secondo figlio.
Avevo deciso che l’amore era solo affetto, che la famiglia era gratificante, e che dovevo rinunciare a cercare l’amore come avrei desiderato, finchè dopo poco tempo tre anni circa, non riuscii più a fingere e chiesi a mio marito di separarci.
Solo dopo cinque anni ho avuto la separazione e trovai l’amore come intendevo veramente e finalmente coronai il mio sogno d’amore.
Purtroppo se trovi l’amore, non trovi la serenità e i guai ricominciarono, anche d’altro tipo, perchè perdi la fiducia e comincia il labirinto del sesso, dove cerchi di capire perchè il desiderio non ci sia più e subentrando solo la gelosia reciproca, riesci a divertirti con meccanismi masochistici  di fantasie, non più reali. Così a poco a poco l’amore si trasforma in affetto, nonostante le sofferenze per i tradimenti, le menzogne e tante altre  disavventure.
Ecco perchè l’amore diventa un equilibrio instabile, ma evidentemente non era alla fine, devo concludere, neppure quello, il vero amore, era a senso unico, ovviamente solo da una delle due parti.
Ecco perchè non credo che sia facile trovare l’amore vero, forse causa problemi caratteriali,  ma che se nasce, resta vivo, fuoco acceso che ti scalda, fino a che non lo riesci a vivere.
L’amore è un sentimento indistruttibile, quantico, ecco perchè la distanza tra due amanti innamorati non esiste, ci si sente, si soffre, ci si desidera, anche senza toccarsi, ci si tocca e sfiora solo col pensiero. Ma allora l’amore è sofferenza, se pur piacevole? E’ quel sottile, sottile dolore ?
Neppure questo, solo se manca il coraggio di affrontarlo, non è vero amore, ma se riesci a non fuggire e ad affrontarlo, la realtà può deluderti, oppure regalarti l’amore vero. Una scelta che vale la pena affrontare, altrimenti non servirebbe studiare psicologia, per capire la vita, la verità, i sentimenti veri,  sarebbe riduttivo, come non vivere.
Del segreto darei un altro significato, non è non conoscere appieno l’altro, ma conoscerlo sempre di più e non riuscire mai a stancarsi di conoscerlo e cercare sempre di più l’anima da condividere, quindi la distanza può incentivare il desiderio all’inizio della storia, ma poi l’amore con la a maiuscola inverte il corso e diventa una corsa verso la massima conoscenza, la massima coesione di corpo e spirito.
Il resto non è amore, è un piccolo amore, molto piccolo, per necessità o convenienza continua il suo corso.
Meglio la libertà che questa schiavitù, se non si ha il coraggio di vederlo, come merita di essere vissuto
Ecco cosa occorre insegnare ai giovani, l’idea romantica del rapporto sessuale come momento di fusione, vicinanza massima,  non si tratta solo di estasi. 
Basta sciogliere il fantasma e riconoscere che il cuore dell’uno batte all’unisono col cuore dell’altro, senza paure, schemi, in piena libertà, non più bambini ma adulti liberi di volare.
Le parole pensate, sono codici del nostro più intimo segreto, da svelare solo quando si crea una poesia, nel momento più dolce del cuore.
Sono parole che liberano e che non ci legano, ma ci svelano il mistero.